Posted on

Se vuoi arrivare a Bellagio, puoi passare da Canzo e da Asso, anzichè fare il lungolago. Te lo consiglio, soprattutto se ti piace andare in bicicletta: farai la salita del Ghisallo in discesa (!), il che è un bel vantaggio, soprattutto se vai a mangiare dove ti dico io. Bene: quando arrivi a Magreglio, non dimenticarti di andare a visitare la chiesetta della madonnina del Ghisallo: è la protettrice dei ciclisti e, all’interno, te ne renderai subito conto, vista la grande qualità di bici, maglie, foto di tutti i grandi corridori di oggi e di ieri. Comincerai la discesa verso Bellagio (falla adagio: i dintorni valgono sicuramente un’occhiata); non so bene a che punto, ma vedrai comparire, sulla destra, un segnale forse giallo che indica «Belvedere Macallè». Gira a destra che sei quasi arrivato. Percorri altri 500 metri di strada a tornanti e, davanti a te, vedrai la Trattoria Baita Belvedere, da tutti conosciuta come «Macallè». E’ proprio una baita, in mezzo al bosco: si può mangiare in cortile, nella sala interna o in veranda. Io ti consiglierei la veranda, perchè c’è una vista strepitosa sul lago! Che si mangia: gli antipasti sono mitici. Ricordo i salamini sott’olio, l’insalata russa fatta in casa, l’agone in carpione (che non è un pesce rapper, ma un essere che vive nel lago); i primi: pizzocheri obbligatori! E di secondo… non chiedere la simmenthal ma fatti portare la Unta: polenta annegata nel burro, con eventuale aggiunta di zola: delizia per il fegato. Si magia rustico, l’ambiente è accogliente e piacevole; si può cantare (magari, a fine pasto…) e da lì, per digerire, puoi fare una bella passeggiata fino al belvedere: l’unico posto da dove si vedono entrambi i rami del lago di Como. S P E T T E C O L A R E. Il prezzo: 15/20 euri a testa, forse meno se ti accontenti del vino della casa (che è buono!); se non ti accontenti, hai una buona scelta e sei un viziato. Un avvertimento: non dire che ti ho mandato io…